Questo giardino, voluto dai cugini Trento assieme alla Villa e alla Grotta
soprastanti, fu ultimato riordinato abbellito da Giovanni ed Alvise da
Schio dal principio del XIX alla fine del XX secolo (foto1).La
visita al giardino della villa da Schio è interessante da tre punti
di vista così strettamente collegati da essere spesso inscindibili:
storico, architettonico e botanico.Per goderne al meglio vi proponiamo
il seguente itinerario: salite le gradinate fino al viale dei tigli che
si trova alla sommità del giardino; da lassù potrete anche
apprezzarne l'architettura e, se vorrete, vi potrete sedere per riposare
ed ammirare il paesaggio. Poi vi consigliamo di attraversare la Loggia,
scendere lungo la scala dei Nani fino alla rotonda di fronte alla villa,
visitare il boschetto ottocentesco e ritrovarvi infine di fronte ai due
leoni dell'ingresso.Percorrendo il primo viale d'accesso, fiancheggiato
da siepi di bosso, si giunge ai piedi della prima gradinata detta dei
"Leoni"(foto2).
Due leoni in grandezza naturale con il corpo rivolto verso la scala ma
la testa girata verso il cancello sembrano avvertire gli indesiderati
di non avvicinarsi troppo. Attraversato il prato si arriva alla più
vasta gradinata, detta di “Diana e Atteone”. Infatti le due
bellissime statue sono ai lati della scalinata, Diana a destra e Atteone
a sinistra. I personaggi appaiono pietrificati dalla sorpresa nell’attimo
dell’incontro: Diana esce nuda dal bagno e la sua sorpresa non si
è ancora tramutata in ira vendicatrice, il giovane cacciatore,
con la faretra al fianco, è ammirato e non sa ancora quale destino
lo attende (Diana lo trasformerà in cervo e lo farà divorare
dai suoi cani). Quattro ninfe di Diana, anch’esse seminude, circondano
da ambo le parti i due personaggi principali. All’estremità
destra del muro c’è l’unica statua moderna di tutto
il complesso: è stata fatta da un artigiano locale per sostituire
una statua che fu distrutta per vandalismo durante l’ultima guerra
mondiale.
Il vialetto centrale conduce alla prima vasca monumentale. Una nicchia
tappezzata di pietre che simulano una scogliera circonda una bella statua
di Anfitrite che è anche una fontana poiché due getti d’acqua
escono dai seni (foto3). Salendo le due gradinate ai lati della fontana di Anfitrite
si arriva al penultimo terrazzamento dominato dalla “vasca del Nettuno”
(foto4).
La vasca del Nettuno, dalla forma sagomata tipicamente settecentesca,
è il fulcro del giardino prospettico. Nettuno agita il suo tridente
dall'alto di uno scoglio mentre un delfino, avviluppato intorno alle gambe,
spruzza acqua all'intorno. Anche qui due prati bordati di pietra dividono
armoniosamente lo spazio; in quello di destra, al centro di un'aiuola
anch’essa sagomata dai profili di pietra, si erge Zefiro (foto5),
facilmente riconoscibile dalle guance gonfie di vento e dai fiori che
porta sulla terra: una volta aveva le ali, forse di bronzo. Nell'altro
prato c'è una statua femminile che certamente raffigura Flora,
sposa di Zefiro. Vi invitiamo ora a salire la scaletta che si trova all'estremità
sinistra del muro, essa è coperta da un pergolato di Vitis canadensis,
e vi porta al viale dei tigli che costituisce l'ultimo terrazzamento.
Da questo viale si gode la vista di tutto il giardino e gran parte del
paese di Costozza. Il giardino prospettico del settecento è, in
un certo senso, l'illuminismo applicato ai parchi:
la ragione domina e rimodella la natura, trasforma i declivi in terrazze,
la roccia in statue e scalinate, le piante in forme geometriche di contorno,
per ottenere risultati di armonia ed eleganza razionale. All'estrema destra
vedete, sul monte, l'accesso alle cave antiche (è evidente, dal
taglio della pietra, che non si tratta di grotte naturali) e le case “trogloditiche"
(costruite, in parte, dentro le grotte). All'estremità del viale
dei tigli si trova la Loggia del Ficus Repens ,
pianta che risale sicuramente all'epoca dei Trento. Questa Loggia costituisce
di fatto l'ingresso alla Villa e vi si giunge con la bellissima "Scala
dei Nani"(foto6).
L'aspetto botanico
Il giardino della villa da Schio non è
un orto botanico pieno di essenze rare, tuttavia gli amanti della natura
saranno contenti di trovare un vasto campionario delle piante dell'Italia
del Nord ed anche un certo numero di piante che sarebbero più adatte
a climi un po' più caldi. (foto7 )
Qui, infatti, l'aria tiepida che esce dalle grotte durante l'inverno tempera
le gelate peggiori. Nella Loggia ed intorno alla vasca del Nettuno (che
contiene ninfee bianche e rosa) troverete un ficus rampicante (Ficus Repens)
che risale all'epoca dei Trento: ha quindi più di 200 anni. Sono
curiose le sue foglie molto piccole e serrate dove la pianta è
rampicante, grandi e larghe dove i rami ricadono pendenti. Scendendo lungo
la Scala dei Nani, oltre ad ammirare le sei bellissime statue dei Nani,
vedrete ciuffi di capperi spuntare dal muro, e poi oleandri, palme, agavi,
ed ancora rose, ortensie, begonie, camelie, clematis, poiché questo
è l'angolo più riparato del giardino e dove è più
sensibile l'influenza delle grotte. Scendendo ancora lungo il muro della
villa vi troverete a livello del pianterreno. Avete davanti a voi una
rotonda, con una bella Nereide seduta su una grande conchiglia e vedrete
sulla sinistra una grandissima magnolia centenaria. All'estrema sinistra
c'è il frutteto ma qui l'accesso è consentito solo agli
ospiti dell'Agriturismo (foto8).
In mezzo alle magnolie si distingue un albero di bosso che è assai
più antico delle siepi che contornano i viali. Scendiamo attraverso
il "Boschetto" ricco di piante secolari; troviamo un grande
platano all'ingresso del viottolo, e poi abeti, ippocastani, paulonie,
allori; sotto gli alberi c'è un soffice parterre di erba convollaria
sempreverde. Ci ritroviamo così alla scala dei Leoni di fronte
all'ingresso dove ci congediamo dai nostri ospiti augurandoci che la visita
sia stata per loro un momento di svago non privo di interesse. |